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sabato, aprile 11, 2009
Se il cielo è lo specchio della nostra anima (non il contrario) oggi oggi sono tutti un po pazzi. C'è un soffio di vento che faceto si ferma e riparte. Ci sono nuvole magrittiane che raccolgono i dubbi e le incertezze. Ed un color speranza che la pioggia ed i giorni grigi non riescono a sbiadire. Il famoso cielo...
mercoledì, aprile 01, 2009
A volte chi amiamo parte per un lungo viaggio, senza meta definita, nè ritorno. Questa è la storia del mio dolore per la tua partenza, Miffia. Che poi Mascherina era ed é il tuo nome. Ti ho vista così piccola... eri nata da qualche settimana. Solo il mio piccolo uomo Fil poteva innamorarsi di un felino dal pelo tanto arruffato e scombinato come colori... Ma tant'è... E ti hanno portata a casa in un cestino... dal cuscino rosso. Ma eri piccola e lo sei sempre restata. Sulle mani ho ancora i tuoi graffietti, ed i segni di quando mi mordicchiavi 'che non volevi entrare in casa ma era gia notte.. -MIFFIAAA, MIFFIAAA!- Piccola pazza: sempre in giro... E poi finalmente entravi... E poi mangiucchiavi e ti sedevi vicino a noi. E poi adesso quei graffi me li hai lasciati dentro! E con il mio piccolo grande dispiacere resto qui, a guardare nel cuore la tua foto sbiadirsi, il tuo pelo arruffato, la tua anima ora libera di viaggiatrice curiosa, le mie lacrime amare di nostalgia, salate di speranza. Buon viaggio picca micia felina. PS. Se vuoi, se ti capita, passa a trovarci. Magari come uccellino o soffio di vento. Li riconoscerò i tuoi morsetti... Sono sicuro. Ciao, Mat!
martedì, marzo 31, 2009
Guarderai le ombre della sera sorriderti. Cercherai di stupirti nonostante tutto. E ci riuscirai! Le carte che puoi giocare, le gioie che ancora sai provare, Monete che non spendi mai.
venerdì, marzo 27, 2009
Ed ancora si può fare rumore senza passare per sciocchi. Si possono passare ore a sognare senza rimpianti. senza scopo se non il sogno stesso. La strana vita del buffone che intrattiene se stesso , ed il suo pubblico, senza la pretesa di un applauso o la velleità di uno sguardo curioso. Io sono Mat e canto.
giovedì, marzo 26, 2009
Ciao pazzi fottuti che passate a calpestare ciò che è morto o pareva tale. Il vento soffia sempre, nonostante i miei impietosi silenzi elettronici. E ritorno a vedervi affacciati alle vostre/nostre vetrine blu come tanti Piccoli Jimmy. Un giorno vi racconteró anche questa. Se ne avrò voglia vi racconterò la storia di Jimmy. Ciao a fra un po'!
GONE SURFING, Mat!
domenica, dicembre 24, 2006
Buon Natale viaggiatori. Che vada tutto bene, che abbiate desideri e progetti da realizzare e sopreatutto la possibilità di farlo. Ciao.
lunedì, maggio 29, 2006
GIORNO DI NUVOLE
Come in un giorno di nuvole solide
cerco di intuire il tuo sole che scompare,
nascosto tra le tue parole
cercherò l’utimo alibi da abbattere.
Da abbattere.
E il sole in quel giorno
ritornerà a Illuminarmi la schiena e la mente.
Cancellerà inutili parole scontate
e lacrime che non si vogliono asciugare.
La mente riposerà
e i miei occhi si chiuderanno ancora.
Il sogno non riuscirà
a tormentarmi,
a tormentarmi l’anima.
Poi il ritorno ricomincerà
e l’ultima porta che era chiusa
si riaprirà.
Il sorriso lentamente sparirà
Tra le nuvole solide
tornerai ad intuire il sole,
tornerai a scaldare queste parole
per una poesia.
Copyright MArmagna MUsic PROject
mercoledì, giugno 22, 2005
Aproposito della Solitudine...
La solitudine che ammalia è nascosta tra le onde di un mare in tempesta che tascina e porta dove vuole.
La solitudine che ammale é annidata tra le pieghe (o le piaghe) di un rimorso passato che per ciò resta presente.
La solitudine che assale guardando il lato buio della propria mente.
Che idea balzana!!!
Forse ne salta fuori una canzoncina...
lunedì, aprile 04, 2005
Ciao, Calrol.
Ciao ai tuoi sorrisi, ai tuoi occhi luminosi, alle tue parole forti e spesso disattese da chi come me troppo raramente riesce a vivere con così poche contraddizioni la propria vita...
Ciao ai tuoi viaggi, ai tuoi incantesimi, ai santi che finalmente hai proclamato...
Ciao, se puoi perdona chi resta quaggiù e ancora un po' ti piange, consapevole ma non abbastanza che finalmente incominci a Vivere.
Buona permanenza!
giovedì, marzo 03, 2005
Ecco, credevo fosse finita, ma mi sembrava un po' loffia, così dai concetti espressi ecco:
Nebbia 2
Nebbia densa
che dalla mia mente
invade il presente
non mi trovo più.
Il colore delle cose
diventa un pallido
stato di shock.
Provo a parlare
a ragionare.
Mi perdo, mi arrendo!
Sto per naufragare!
Provo a cercare,
provo a chiamare
qualcosa o qualcuno
che mi può orientare.
Nebbia densa
che da questa notte
nasconde il segnale
l'uscita è di là.
Anche la realtà scompare!
La sensazione
di rotolar giu!
--non ci pensare--
--ora lasciati andare--
--respira,respira,respira!
Cantami o diva
del mio futuro!
Confuso mi siedo
stravolto e sfinito.
Il vaso è aperto
che cosa è restato
dopo una notte
di musica rock?
Do u like it?
venerdì, febbraio 04, 2005
Nebbia fitta
Nebbia fitta
avvolge la mente
con braccia bianche
piu fredde e piu forti di me
Nebbia densa
puoi cancellare
la sensazione distinta
di rotolar giu?
--prova a parlare -
--non ci pensare -
--respira,respira,respira!
Nebbia fitta
avvolge il presente
nella mia mente
si inseguono stati di shock
Dalla notte
cerco uscite
scappo lentissimamene
e non arrivo mai.
--prova a parlare -
--non ci pensare -
--respira,respira,respira!
Cantami o diva
del mio futuro!
Il vaso è aperto,
Pandora ora pensaci tu!
N-esima stesura non definitiva...
Se vi interessa presto dovrebbe essere disponibile una stesura definitiva...
Se non vi interessa... PECCATO, ne ho altre un po' più belle... però sono sotto copyright
;)
Mat!
venerdì, ottobre 22, 2004
Track n°2
Nebbia fitta,
nella mia mente
s'insinua densa
e adesso non vedo più
tra il pensiero.
Solo un rumore,
la sensazione distinta
di rotolar giù!
Prova a parlare!
Lasciati andare!
Respira, respira,
respira, respira!
Dalla notte
cerco uscite.
Scappo lentissimamente,
non arrivo mai!
Nel terrore
sono fuso!
Il vaso é aperto, Pandora
ora pensaci tu!
Prova a parlare!
Lasciati andare!
Respira, respira,
respira, respira!
Poèsia di Mat per canzone...
Certo il testo é da rivedere, ma la musica e gli arrangiamenti dal ritmo incalzante sono... Forti...
Difficile farvela sentire... Prima o poi ce la farò...
giovedì, settembre 02, 2004
E poi ritorno a passeggiare seduto...
E mi rimetto alla volontà del tempo che tutto sposta non spostando niente, mentre la pelle bruna ancora vagheggia la carezza del sole ed il respiro si fa più profondo. Il ritorno da un passo e la partenza di un viaggio... La vita. Partenze, ritorni, rimosse speranze e sognate certezze.
Una su tutte,
CHE PALLE TORNARE DALLE FERIE!!!
Mat!
mercoledì, luglio 14, 2004
Correndo e sperando e sudando e stupendomi di questa strana cosa che chiamo vita sorrido mi accendo un altro sigaro e procedo! Se passa un po' di vento mi fermo, tiro su la vela e riparto tra le onde. Poi torno a sorridere e il sole passeggia nella mia anima.
sabato, luglio 03, 2004
Il tempo che fila come il vento... La fatica e la gioia del lavoro che rinsaldano la felicità di ritornare a casa ad abbracciare occhi dolci e capelli di rame...
La mia vita come quella degli altri, una vita normale, felice, menomale!
Grazie al grande farista!
Ciao, non parlo mai con te... OK, ci parlo in altri modi, ma così non era mai capitato...
Volevo solo ditri che sono e siamo contentucci, comunque quando ti va fatti vivo, ricordi l'ultima volta che sei venuto... Pensa che parlano ancora di quella cena quando ti sei incazzato con Giuda... Sei mitico, non c'è che dire!
Avrei proprio voglia di riabbracciarti. Prima di salutarti vorrei chiederti se ci vuole ancora molto perchè riusciamo a fare della terra un pianeta ottimo proprio per tutti.
Speriamo di no!
A presto, ci sentiamo... Sia fatta la tua volontà, ciao!
P.s. Scusa se non ho messo le maiuscole per riferirmi a te, ma penso che queste cosette siano banalità per te... Perdonami, sii buono!
lunedì, maggio 24, 2004
Surfare il vento ed il mare in completa solitudine... come acuti irraggiungibili e poi trovati, come amare, come vivere al limite, come sognare...
Ritorno al mare! Ciao! Mat!
giovedì, aprile 29, 2004
Vola via veloce questo tempo e lascia scie invisibili che scorrono nella mente come acqua in un fiume. Ed ogni giorno dico... "Ma avrei voluto fare anche questo". Non ne ho il tempo e allora tranquillo mi volto su un fianco, chiudo gli occhi e dormo... Altro tempo verrà per fare... CRIPTICO? Mat!
lunedì, aprile 19, 2004
Stupito dal tempo che scorre mi ritrovo a pensare... E sento che scelgo la vita vera... Anche se nasce ogni tanto la voglia di fermarsi quì a masturbare i propri pensieri nel virtuale vero. Far away, so close!
Ciao persone viaggianti, quanta strada avete fatto, vi siete persi anche voi almeno un po' dietro le vostre passioni... Le passioni rendono la mia vita così "densa e leggera" da farmela amare sempre di più e da farmi rimpiangere ogni altra cosa necessariamente trascurata. Ma sono un uomo, pieno di limiti e con pochissima libertà in tasca... Togliete il lavoro, il sonno, i pasti e le soste in bagno... Ditemi quanta altra libertà avete! Non ne abbiamo, siamo chiari, ma siamo un po' come un bambino che "deve" fare un disegno... Non é libero di correre fuori a giocare, ma con i colori può disegnare la sua fantasia e essere rapito dai colori che usa... Sì, non siamo liberi liberi, ma siamo vivi e questo senz'altro allevia di molto la costrizione... Liberi di amare, sognare, desiderare e perseguire! Liberi di dire "grazie"! Ciao, Mat!
mercoledì, aprile 14, 2004
Anche se in ritardo, Buona Pasqua di risurrezione!!!
sabato, marzo 20, 2004
Disperati nella notte rincorrono i sogni di bambini... Ma sono cresciuti e ne sono consapevoli perché davanti alla faccia hanno il sorriso furbetto di un monellino che...
Non avete la minima idea dell'effetto che fa guardare un specchio 3D riflettente la vostra immagine del passato.
E pur felici si dispera di tornare bambini... Ma é la disperazione più gioiosa e feconda che abbia mai vissuto! Disperazione genera nuova speranza come l'inverno genera la primavera...
E fra tutto questo turbine, W noi papà!!! Mat!
mercoledì, marzo 10, 2004
È un periodo che sono impegnato a fare musica!!! Registrazioni su registrazioni, prove, lezioni... Non ho molto tempo x il blog... Pazientate, se vorrete! Ciao a tutti, torno al lavoro. Mat!
mercoledì, febbraio 25, 2004
Certe volte accade che ci sia bisogno di andare via e...
Far riparare i computer che si bloccano... Poi il lavoro, poi l' amore, poi... Il ritorno... Ciao da Mat!
lunedì, febbraio 16, 2004
Ciao Marco. Quando ripenso a te mi vengono in mente i tuoi occhi scuri in mezzo alle gioie effimere delle vittorie, la tua espressione giocosa e sorridente contrastava con quella lacrima nascosta... L'ho vista, in te come in me. Tra le gioie trattenere una lacrima ed un giorno accorgersi che non la si può più arginare ed allora si piange, ci si sente sconfitti e a volte ci si può anche morire... È un mondo perverso e leggero che cci ostiniamo a trattare come se fosse razionale, prevedibile, serio. Pazzi noi a voler trovare regole, pazzo lui che non ne ha! E l'immensa tristezza che mi ha avvolto al saperti dilà non posso spiegarla... In te vedo me e mi dico che per te deve essere stata più dura... Non ce l'hai fatta... Io invece sono andato oltre... Io continuo ad avere lacrime amare dentro ma ogni giorno umilmente piango ed umilmente sopravvivo, avvelenandomi un po' con i miei sigarini ed urlando l'indicibile tra le parole di canzoni amiche... Oggi sono triste, anche per te... Oggi come ieri guardo fuori e lascio me stesso rasserenarsi... Ciao Marco pedalatore, tu come tutti, noi come altri. Mat!
mercoledì, febbraio 11, 2004
Il pezzo qui sotto sembra un romanzo... Quantomeno il suo inizio... Ora pensate che gli autori sono tutti persone diverse, che contribuiscono a scrivere un pezzo si storia.
La storia degli scrittori la trovate nei loro blogs, il romanzo invece attende un feed da http://precipitandosivola.splinder.it che speriamo continui a far correre la locomotiva!!!
Ciao, Mat!
domenica, febbraio 08, 2004
Esopensiero (Readable on http://esopensiero.splinder.it/) comincia con...
Ha sempre una strana sensazione prima di ogni partenza. È un senso di apprensione, ma non da ansia, direi piuttosto da eccitazione. Non importa se il viaggio sarà lungo o breve, se sarà per vacanza o per lavoro, ad ogni vigilia si presenta quell’incontrollabile palpitazione che gli fa perdere ogni lucidità. Sente il viaggio come un passaggio verso un qualcosa di sconosciuto ma inevitabile, attraente ma oscuro. Non riesce nella sua mente a focalizzare il concetto del ritorno. Certo, razionalmente sa bene che il viaggio avrà avuto un inizio ed una fine, che accadranno più o meno le stesse cose di altri viaggi fatti, ma inconsciamente per lui il ritorno non esiste e l’inizio del viaggio muterà per sempre il corso la sua vita. La partenza è come una sorta di iniziazione e quindi ad essa si prepara con i dovuti rituali. Nei passaggi iniziatori si perde qualcosa per acquisirne un’altra, così lui deve, prima di ogni viaggio, liberarsi di qualcosa a cui tiene per fare un po’ di posto nel cuore dove mettere i “souvenir” del viaggio. Questa volta ci ha messo parecchio per decidere di cosa disfarsi. Anche perché questo viaggio è diverso dai soliti e ci vuole qualcosa di particolare.
“Laura, dove hai messo la mia scatola?”
“quale scatola?” risponde lei con falsa sorpresa. Non gli va proprio di partire. Lui è stato licenziato e, invece di darsi da fare a cercare un altro lavoro, ha deciso di spendere tutta la liquidazione in quest’assurdo viaggio. Vorrebbe urlagli che è uno stupido, ma non ci riesce. Era così depresso prima che gli venisse l’idea del viaggio che non ha saputo dirgli di no, anche se pensa che la depressione è solo rimandata al momento del ritorno. Certo quest’anno non ha avuto problemi con i colleghi per il piano ferie: nessun’altro ha chiesto di andare in vacanza ad aprile!
“lo sai benissimo, quella vecchia scatola di biscotti”
“ah, quella! È sopra l’armadio”
“trovata!” è piena di polvere, chissà quanto tempo è passato da quando è stata aperta l’ultima volta. Una decina di biglie di vetro, figurine consumate e ingiallite, sassi di varie forme e colori, il disegno dell’astronave con la quale avrebbe esplorato lo spazio, conchiglie, un bastoncino levigato e una lieve infantile emozione sono il suo contenuto. Una ripassata a tutto poi prende il bastoncino e richiude la scatola. Era un’assolata ma fredda giornata d’inverno quando suo padre lo portò al mare. “Cosa mi ci porta a fare al mare se non posso fare il bagno” aveva pensato tra se, ma andava bene così: era raro che suo padre avesse un po’ di tempo per lui e qualsiasi posto andava bene. La sabbia era dura e umida e il vento freddo faceva lacrimare gli occhi, ma era entusiasta: del mare ricordava il caldo, la folla, gli ombrelloni,il chiasso. Ora riusciva a vedere lontano, fino all’orizzonte. Il mondo sembrava diviso in tre parti estese fino all’infinito: il mare davanti e la vegetazione dietro e in mezzo sotto i suoi piedi una lunga striscia di sabbia grigia. Non sospettava fosse così grande… d’estate era più piccola, arrivava al massimo quattro ombrelloni più in là, ma ora sembrava immensa. Quello era il pianeta dove era atterrato con la sua astronave e che doveva essere esplorato. Ed era pieno di tesori. Bottiglie cotte dal sole, strane alghe, tavole, rami, conchiglie, corde…tutti con l’inconfondibile segno del loro passaggio in mare che accentuava il senso surreale di quell’ambiente. Ad un certo punto suo padre si china e raccoglie un bastoncino dalla forma stranissima completamente levigato dal tanto tempo trascorso in mare. “cosa ci vedi” gli chiese… mille immagini nella sua mente: alieni, tigri, montagne, guerrieri… non rispose nulla, prese il bastone, lo guardò fisso per qualche istante e lo infilò in tasca… chissà se sospetta che lo conserva ancora…
“Pino, allora? Ti sei incantato? Sempre il solito, fra un’ora dobbiamo essere alla stazione e devi ancora finire di prepararti.” Come se non bastasse il fatto di andare in vacanza ad aprile si è messo anche in testa di andare in treno. Non che non le piaccia il treno, anzi. Ma va bene se hai una meta precisa ed invece Lui “facciamo il biglietto fino a Nizza, poi vedremo… mi piacerebbe andare verso la Spagna, oppure al nord verso Parigi”. Idee chiarissime, non c’è che dire! Già si immagina con le valigie (anche il minimo indispensabile ne riempie troppe) di notte alla disperata ricerca di un taxi dove nessuno parla la sua lingua.. meglio non pensarci. Già l’idea di mettersi in viaggio senza aver organizzato nulla la terrorizza, se poi comincia lasciarsi andare al pessimismo è la fine. Non riesce a capire come si sia lasciata convincere, non solo riguardo al viaggio. Lui era l’antitesi del suo uomo ideale, ma dentro gli occhi gli si scorgevano i sogni… e non poté fare a meno di seguirlo. Così ora sta per salire su un treno che mai avrebbe pensato di prendere seguendo lui che sembra partire per l’unico viaggio della sua vita.
Pino infila il bastoncino nella tasca..."dobbiamo passare da mia sorella"
"a far cosa? l'hai salutata ieri sera, faremo tardi."
"devo dargli una cosa...
(da Ermione segue)
….e il treno muove questa notte.
E il qui…già non è più.
‘Dove siamo amore mio? Dove stiamo andando…dove mi stai portando?’
Le rotaie macinano le nostre parole…di corsa…sfuggendo. Fuggendo.
Il nostro tempo scivola via…
‘non mi lasciare sola…non mi lasciare…
non mi lasciare su una panchina di stazione come fai con le tue conchiglie e pezzi di stoffa e biglie e figurine di calciatori che nessuno ricorda più…’
un pezzo di te…ogni partenza.
‘Ma amore mio…non ti sei accorta che non ci sono più rotaie dietro di noi?’
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nell’umido grigio della stazione una donna vestita di nero.
Ferma davanti ad una panchina. In piedi.
Si inchina…ha preso in mano qualcosa… un pezzo di stoffa.
È rosso. Se lo passa tra le dita…e sorride…
‘illuso. Lo sei sempre stato,pino, un illuso. Solo tu potevi pensare che cancellare con la gomma il tuo passato abbozzato di matita potesse salvare te. Salvare lei.Illuso. io sono qua…e il tuo passato è con me.’
(da Simonic segue)
La Dama Nera.....
...lo guardava.... stringendo il lembo rosso di stoffa che contrastava con le nocche bianche delle mani.... gli occhi blu erano diventati di ghiaccio....
eppure era in un luogo a lei familiare..... la stazione ...quanto amava quell'appuntamento fisso nelle sere d'inverno quando un po' di nebbia avvolgeva le panchine...e le rotaie e i treni che arrivavano sembravano portare gente sospesa nel nulla....
ma lui, Pino ...non era il nulla....
lui no....non lo era mai stato...
tornava così...in un giorno qualunque...
ma lei ogni giorno tornava per lui....
persa come sempre.....
inquieta.....come sempre....
Pino...lascio' indietro i suoi passi a riecheggiare nel vuoto della notte....nella sala d'aspetto Laura lo aspettava, farò velocemente...le aveva detto.... perdonami amore mio questo passo dovevo farlo tanto tempo fa...ora devo chiudere il cerchio....e tu lo sai bene.... (mentre lo stava dicendo non ne era già piu' convinto...)
Come nuotando andò verso la Dama ..... in mano aveva solo una lettera....un po' ingiallita dal tempo...usurata dal tanto passarsela tra le mani ...
porgendogliela...e sfiorando le sue dita morbide per istanti infiniti......le disse in un soffio: non aprirla....non ora...lo farai solo quando il mio viso scomparirà con la folla del prossimo treno...
e ti prego non guardarmi quando ti voltero' le spalle....... voltati anche tu e sorridi se puoi....piangi se vuoi...io lo farò....pensero' ai tuoi occhi blu che torneranno ad essere il mare che amavo....e solo allora sorriderò...
devo partire...non so dirti perchè....so che qualcosa e qualcuno devono trascinarmi via.....
non posso offrirti nulla...mi sono rimasti soltanto ricordi...piccoli ricordi che stanno in una mano.... la mia vita è altrove.... e forse non so ancora dove....
Il fischio del treno si avvicinava..... e un vento leggero si alzava...alzava la gonna della donna...giocava con i suoi lunghi capelli e a lui mai lei era sembrata così bella...struggente come una madonna ......
il fischio del treno entrava nei loro cuori...come il freddo della notte... come il freddo delle braci rimaste degli amori mai completamente spenti....
Pino si voltò...prima che lei potesse scorgere quella lacrima di cristallo che scendeva lentamente sul suo viso, che gli feriva la guancia come una spada affilatissima........ la gente intanto scendeva dal treno...e lui piano piano si perse tra la folla....la donna si voltò e pianse...la stoffa rossa e la lettera tra le mani, amore e dolore insieme.....
ora sapeva che in quella stazione non sarebbe mai piu' ritornata.....lui dal canto suo...aveva per sempre chiuso quel cerchio...
(da http://netta.splinder.it segue)
E come andava il treno,curvava a destra e poi a sinistra, sulle colline in corsa di luci ed ombre un alternarsi, e di domande in lui, le facce, una via l’altra, e tutto quel passato a risuonare di giorni ed ore lente, ed anni. Mani raccolte in grembi davanti a lui, giornali spiegati come vele, parole scritte acchiappate al volo e subito perdute, pensieri..i suoi, nel fumo e in quel rumore.. Rivedeva suo padre e quel legnetto.. Marta, la bicicletta rossa poggiata a un muro storto, e la luce del sole a sera. La luce, una vita distante, scordata, arrotolata fra le rotaie, e il treno sopra, all’impazzata, al ritmo del suo petto, a scioglierla, a diluirla, a farne sogno.... Avrebbe preferito il nulla a dividerlo tanto, l’avrebbe preferito di sicuro alla coscienza, che pena vederla piangere così alla stazione, mortifica d’abbandono e solitudine..
(da http://esopensiero.splinder.it/ segue)
“Da quanto tempo sono su questo treno?” Che domanda idiota… ma gli occorre una domanda di nulla da mettere sopra ai tanti perché che gli bussano dietro. Strana la vita. Sembra si svolga sempre uguale a se stessa, incancrenita nella sua quotidianità e d’un tratto te la ritrovi completamente sconvolta. Fino a due mesi fa aveva un lavoro che scandiva i suoi tempi, fino a poche ore fa aveva una donna che scaldava i suoi pensieri… ora è su un treno di cui non gli importa la destinazione, verso un futuro che non può immaginare. Qualche tempo fa in una situazione del genere si sarebbe sentito certamente a disagio, ma ora nel suo animo si mescolano ed amalgamano il dolore per le cose lasciate ed il compiacimento per il viaggio. Così con questa sofferente euforia si guarda intorno. Quanto parlano quei due, sanno dove andranno e cosa faranno… quanto gli sembra banale la loro certezza della meta. L’unica persona interessante sembra quella ragazza in fondo al vagone, non che abbia granché di particolare, anzi, ma da quando il treno è partito non ha fatto altro che guardare fuori dal finestrino, come se le interessi solo il panorama che scorre. E ciò, suo malgrado, lo incuriosisce…
(da http://www.piccolesfumature.splinder.it segue)
..lo sguardo trasognato tradisce una certa malinconia… sembra completamente persa in fantasie remote…la osserva di profilo…i capelli lisci e castani raccolti ed il viso ovale,lungo…lineamenti semplici,un viso giovane eppure già segnato da un qualche turbamento malcelato…il corpo sottile e longilineo,le gambe fini,accavallate…indossa vestiti fuori moda che le danno un’aria vagabonda..quella ragazza gli suggerisce un qualcosa di particolare,un non so che di armonico ma allo stesso tempo come spezzato,misterioso..
Lei improvvisamente si volge nella sua direzione e si accorge che lui la sta fissando…i loro sguardi si incontrano e Pino si sente l’animo sopraffatto da un senso di vertigine.. non riesce a sostenere quello sguardo così profondo e deve abbassare gli occhi…si sente pervadere da un timore immotivato,il cuore ha un sussulto..Confuso,non si raccapezza su cosa stia succedendo dentro di lui..Con Marta non capitava da molto tempo,o forse non era mai capitato…Lo avvolge la nostalgia della sua vita passata,e di nuovo l’incertezza del futuro arriva a graffiargli lo spirito…Marta era stata per lui la cosa più importante,forse fin troppo,le aveva dato tutto sé stesso e le aveva regalato gli anni migliori della sua vita…ora sta per affrontare una nuova esistenza, cercando di dimenticare ciò che era stato e costruirsi un destino…
Lo sguardo di lei è sempre fisso,non accenna a volersi abbassare, lo trafigge…Pino prende in mano tutte le sue incertezze e le sue paure,e decide di dare una voce a quei due occhi color ghiaccio…
(da http://battitozero.splinder.it segue)
"Mentre accenna ad alzarsi per andarle incontro, oltre a quello sguardo insistente, incontra il suo sorriso. Un sorriso lieve, inatteso, disarmante che lo paralizza. Rimane immobile sul sedile sempre più attanagliato da un senso infondato di stupore misto a inquietudine. Tutto in lei lo attira e lo emoziona, inspiegabilmente, e bastano pochi istanti di quella visione per disperdere le impronte di Marta, parole, lacrime, sorrisi, occhi, mani, inganni, amarezze, lavoro, giorni e notti. Come se non fosse mai esistito. Senza tempo. Come se la vita iniziasse da quel viaggio, da quel treno, in quella carrozza..."
(da http://lafataverde.splinder.it)
Quelle due biglie di cristallo e quel velato sorriso sfacciato sembravano spogliarlo in ogni anfratto. Ogni tratto percorso in velocità lo vedeva alleggerirsi di tutti quei carichi che gli si erano annodati intorno alla gola negli anni passati. Correva il treno, correva lui e correva la sua anima. Lei era lì e tutto intorno sembrava avvolto da una bolla. Non esisteva più nessuno. Alcun spazio. Alcun tempo. Alcuna calamità piovuta dal cielo a scheggiare e mandare in frantumi quell’angolo parallelo. Erano loro. Coppia di sconosciuti in movimento verso un infinito tutto da assaggiare. Sensi in scompiglio e istinto a dettar legge. Il fiato corto e destabilizzato… e quella scossa elettrica che nasceva dal ventre e si spandeva lungo ogni cellula. Scarica energetica tra due poli strofinati di insolito e calamitati l’uno dentro l’altra. Avrebbero incrociato decine di stazioni. Calde accelerate e gelide frenate. Avrebbero divorato cieli tersi e mari di passione. Tutto nella più totale inconsapevolezza di un viaggio che poteva essere solo il semplice riverbero di quello che tenevano stretto in petto. Nulla era dettato dal caso. Nulla si stava dipingendo nella totale casualità. Ogni frazione, ogni gesto, ogni parola non detta… tutto era un segno. Un punto. Un colpo di pennello per quella tela da far respirare. Urlare. Vivere. Il serpente di metallo continuava a mangiare chilometri. Ogni lingua di binario era pagina di calendario stracciata. Era un nuovo tramonto e l’ennesima alba. Era un abbassarsi ed un alzarsi delle maree. Sussulto nello stomaco e nodi di tensione da sciogliere. Bugie e tagli sulla pelle lanciati in aria… a dissolversi. E Pino era già col cuore oltre quella locomotiva. Batteva così veloce da non controllarlo. Da non riuscire a prenderne le redini. Da non avere la forza di scollarsi da quel dannato sedile e avvicinarsi a lei. Prenderle le mani e annusarne l’odore di buono. Di nuovo. Di vita. Lui che era sempre stato l’emblema della razionalità si trovava in squilibrio. Trascinato in un vortice di sensazioni che giocavano a rincorrersi e velarsi di mistero l’una con l’altra. Povero Pino. A guardarlo sembrava tramortito da un colpo decisamente prepotente… privo di ogni genere di reazione. E invece era vivo. Maledettamente vivo. Come mai gli era capitato. Perso in quell’overdose di vertigine e una bussola ingoiata alla rovescia. Distolse per un soffio di vento lo sguardo da quella femminea tentazione, gettò l’occhio indietro… sorrise. Sorrise spensierato e strinse fra le mani quelle labbra girate all’insù. Era momento di alzarsi. Di cedere a quella suadente calamita. Momento di cambiare disco e di far risuonare una nuova musica nelle sue membra. Doveva vederla respirare… toccare i suoi occhi e dissetarsi con la sua voce. Scoprirla e vibrare nel suo scorrerle dentro. Nessun punto di domanda affisso nella sua mente, ma forti esclamazioni inchiodate nello stomaco. “Dai Pino, taglia il filo che più ti piace. Rosso. Blu o giallo. Sì, potrà essere un gran botto, ma se fosse quello giusto? Se fosse quello che da luce a queste mura ingrigite? …” Così si disse… e zak… taglio netto… verso di lei.
martedì, febbraio 03, 2004
FRRR! Solo un frusciare di mouse...
Arriva la primavera... e presto il vento caldo mi trascinerà con sé...
lunedì, febbraio 02, 2004
Buona vita, che rapida scivola tra pigri giorni e mancate opportunità.
Buona vita quella che non tiene conto dei se e dei ma, immersa nella buona compagnia della consapevole volontà del fare e del non fare. Buona vita, quindi... C'é un lunedì di mezzo a rompere le balle, ma é pur sempre vita...
Mat!
martedì, gennaio 27, 2004
Poche poche poche, le cadute, solo 2!!!
Contando che ho sciato 2 pomeriggi!
Sono però state 2 cadute galattiche!!! La seconda ho voluto fare il furbetto facendo l'elicottero con gli sci, ma nell'andare in retromarcia mi sono capottato. La prima, invece...
Stavo facendo l'ultima discesa con gli impianti che avevano già chiuso, andavo pianino pianino, così per godermi il panorama... Di solito vado a tavoletta... Pianino pianino ho preso una montagnola di neve e sono caduto a pelle d'orso, con la bocca aperta dallo stupore, ingoiando una cifra di neve e fermandomi a pochi decimetri dal cannone sparaneve... Ho sputato la neve che mi stava quasi soffocando e mi sono rialzato... Avevo neve dovunque... È andata bene... Tutto sommando una vera ficata... Quanto lardo di colonnata che ho mangiato... Beh, ciancio alle bande, let's go sgobbing again!!! Ciao a tutti... Mat!
giovedì, gennaio 22, 2004
Domani vado a sciare!!!!!
Non so se mi spiego, ma... sono 2 anni che non vedo un pendio, speriamo bene...Buon volo...
martedì, gennaio 20, 2004
Martedì nero! Giornata del kazz!
lunedì, gennaio 19, 2004
Oggi é lunedì e come al solito é un giorno del cappero...
Siamo alle solite, ricominciando il tran tran!
AIUTO!!! vorrei dire, ma poi taccio e penso :"stasera Pippo mi guarderà e mi passerà tutto"!
Enjoy, Mat!
Oggi é lunedì e come al solito é un giorno del cappero...
Siamo alle solite, ricominciando il tran tran!
AIUTO!!! vorrei dire, ma poi taccio e penso :"stasera Pippo mi guarderà e mi passerà tutto"!
Enjoy, Mat!
giovedì, gennaio 15, 2004
Tragico ma vero... "http://www.calshop.biz/italy.html" Enjoy! Mat!
domenica, gennaio 11, 2004
Era da tempo che aspettavo un feed da Jovanotti. L'ho avuto l'altro ieri... Penso che se voleva imitare Manu ce l'ha fatta in pieno... Lo stile e la profondità pero...
Morale: L'abum mi fa proprio schifo!!! Se avessi voluto Salsa-Merengue caraibico l'avrei trovato migliore... Comunque, caro Jova, non basta nascondersi dietro uno pseudonimo per fare la figura del palancaio!
Se proprio eri costretto a fare un album, avresti potuto provare con l'ennesima raccolta dal vivo... Sarebbe stato più onesto che fare questo deludente compitino!!!
Mi aspettavo di più, forse sbagliavo.. Forse c'é qualcosa che mi sfugge... Chi mi confuta?
martedì, gennaio 06, 2004
Sette anni nello specchio non li vedi, eppure sono lì!
Sette anni di matrimonio non li senti, ma quando fai l'amore...
Sono tutti li a tenerti la mano, ad accrescere la tua emozione nascondendosi nel piacere per fartelo sembrare ogni volta una prima volta.
Sette anni di viaggio, sette maturazioni, sette anni di matrimonio e sette matrimoni la settimana.
Sette nuove emozioni ogni sette secondi... E sembra sempre la stessa grande infinita pazzia che é il nostro amore. Sette numeri perfetti, sette punti cardinali, sette case e settemila vite.
Se soltanto fossi in me sapresti, se soltanto non fossi mia moglie, potrei rincorrerti incrociando il tuo passo in una delle sette città, e fermarti e chiederti ancora, così improvviso come un arcobaleno, sposami, vorrei vivere con te per sempre.
Sette anni, sette secoli, sette millenni, sette ere, sette big bang, sette... Sette universi!
Amore mio... Tutto per te! Mat!
lunedì, gennaio 05, 2004
Tra le nuvole scure di un inverno che vorrebbe maturare ecco il piccolo uomo che torna a lavorare... Mentre ancora vorrebbe riposare e giocare... Mentre già sente il freco richiamo dell'aprile al mare... Mentre ogni giorno trova qualcosa di cui potersi innamorare... Mentre la vita...
Mentre... Mat!
venerdì, gennaio 02, 2004
Digregazioni e speranze mi accolgono.
Adesso che il sistema é tutto nuovo... Finamente mi rilasso e viaggio un attimo solo per dirvi quel che di più scontato si può dire: Buon Anno, Tanti Auguri, a tutti!
P.S. scusate il ritardo...
mercoledì, dicembre 31, 2003
Aggiornamento sistema in corso...
Sarò presto di ritorno...
Che casino cambiare i sistemi operativi!!!
giovedì, dicembre 25, 2003
BUON NATALE
martedì, dicembre 23, 2003
Aggiornamento sistema fallito. Si prega di ritentare più tardi!
Uffa, avrei voluto il computer aggionato prima di Natale... Non potrò, pazienza! Mi immergerò nel clima da sabato nel villaggio globale!
Adesso, a proposito di festa, A LAVORARE!!!!
lunedì, dicembre 22, 2003
Aggiornamento sistema in corso. Attendere, prego!
venerdì, dicembre 19, 2003
Bimbo piccolo più di me, portami là dove giocano i tuoi sogni e remano le tue barchette. Prendimi con te perché anche io possa tornare dove non ricordo più di essere stato. Ogni giorno mi tornano in mente i pensierini e le sensazioni che provavo, ogni giorno ne provi, a me l'arduo compito di non lasciarmi scappare tutto questo per poterti permettere di non scordare queste limpide gioie e queste deflagranti delusioni.
Insegnami, bimbo, a capire me stesso, specchiandomi nei tuoi occhi che sorridono qualche attimo prima della tua bocca. Insegnami la gioia che irrompe in me da ogni tuo bacio, ogni parola, ogni gesto che fai!
Ciao amico bimbo, buona giornata! Papà torna presto!
mercoledì, dicembre 17, 2003
E oggi soffio il naso un momento ancora e poi parto. La pausa raffreddore finisce e così torno a pieno alle mie occupazioni abituali.
Oggi se volete lasciate messaggio, al mio rientro sarete contattati!
Coraggio, é quasi Natale....
martedì, dicembre 16, 2003
Caro Carletto, grazie. So che si dirà che hai fatto il tuo dovere, ma oggi come oggi non é facile trovare persone che abbiano la forza di fare il proprio dovere. Quindi grazie, grazie grazie!!!
Solo un ultimo pensierino per Lui, il Presidente: "hi,hi,hi,hi"!!! Non passa! Non passa! Brucia? Dai, su! Buon Natale Presidente!
lunedì, dicembre 15, 2003
Ciao Saddam, bastardo cancro dell'Islam.
Bifolco travestito da dittatore... Vigliacco figlioccio dell'imperialismo occidentale... Ma vaff... Certo che ora é come sparare sulla crocerossa!!!
A non rivederti mai più! P.s. grazie per la guerra che hai contribuito a far scatenare, ne sentivamo proprio il bisogno!!! Grazie anche da parte di chi là si é bruciato il culo!!! Grazie da parte di chi é già morto e per fortuna adesso é atrove a godersi paci molto meritate. Hey Saddy, vaffanculo!!!
@##@@@#!!!!!! Ho beccado un ravvreddore da baura!!!
sabato, dicembre 13, 2003
L'amore é come una telefonata in attesa di essere collegata. Sospeso tra i se fosse e i sarà. L'amore é una luce fortissima ed improvvisa nella penombra, ti acceca e non sai più dove sei. L'amore, il buio e la luce. Le lacrime che lavano e quelle che ti bagnano. L'amore è troppo per poterlo descrivere. L'amore lo vivi.
Grazie ad Enrico!
".....I bambini sono di sinistra.Di sinistra, sì, nessun dubbio.
Non soltanto per via dei pugnetti stretti in senso di precoce protesta.
Sono di sinistra perchè si fanno fregare quasi sempre.
Ti guardano, cacci delle balle vergognose e loro se le bevono, tutti contenti.
Sorridono, si fidano.Bicamerale! Sì, dai!
I bambini sono di sinistra perchè se gli spieghi cos'è la Destra piangono.
I bambini sono di sinistra perchè se gli spieghi cos'è la Sinistra piangono lo stesso, ma un po' meno!
I bambini sono di sinistra perchè comunque, qualsiasi cosa tu gli dica che assomiglia vagamente a un ordine, fanno resistenza, ora e sempre.
I bambini sono di sinistra perchè fanno i girotondi da tempi non sospetti.
I bambini sono di sinistra perchè vanno all'asilo con bambini africani, cinesi o boliviani e quando papà gli dice:"Vedi quello è un bambino africano", lo guardano some si guarda una notizia senza significato.
I bambini sono di sinistra perchè quando si commuovono, piangono.Mentre noi adulti teniamo duro, non si sa bene perchè...."
(dallo spettacolo " I bambini sono di sinistra" con Claudio Bisio)
giovedì, dicembre 11, 2003
Tutti corrono, la vita corre.
Tutti gioiscono a Natale, la tv e le vetrine ci invitano a gioire.
Tutti corrono e non si fermano più, e non sanno più dove vanno...
Però continuano a correre, hanno stampato in fronte il motto "chi si ferma é perduto".
Vanno talmente veloci che non si accorgono del battito sulla spalla.
Se si girassero un attimo vedrebbero la loro ombra che col fiatone li implora di rallentare.
Corrono per restare dritti, per non cadere...
Chi si ferma si ritrova!
mercoledì, dicembre 10, 2003
Anche noi abbiamo tentato di decorare l'albero con angiolettini che vanno a cavallo, suonano trombette, babbini natale che ridono... È stata una strage, un genocidio! Il bimbo non la smetteva più di seminarli sul pavimento e molti sono andati rotti...
Pazienza, l'importante é che adesso, almeno quelli più alti continuano a sopravvivere!
Confuso e stanco lascio questo nero banco e provo a prendere il paranco a sollevarmi e rallegrarmi financo!
Ma quante sciocchezze scrivo!
martedì, dicembre 09, 2003
Buongiorno mondo stronzetto, mi svegli e mi porti sulle mie giornate di sole e vento e freddo. Meno male che é martedì e la mia agenda non é ancora stracolma di impegni. Per fortuna che ho passato un lungo finesettimana con i miei cari e per fortuna che ho fatto all'amore.
Così, senza sussulti la vita scorre e a volte mi chiedo se magari voglio qualcosa di più. Ma é solo una piccola nube che corre via. Il dubbio. Chi l'ha inventato che glielo ficco là... Avrei ancora voglia di riposarmi ma devo correre via... Chi ha inventato la stanchezza, che gliela ficco là...
E sono solo un uomo, vivo senza farmi troppe domande e magari qualche risposta arriva ogni tanto. Gioisco del momento positivo e sorvolo sul mio disappunto se qualcosa prova a turbarmi. Intanto aspetto un'altra sera e un nuovo bacio.
Ancora e ancora e così sia.
venerdì, dicembre 05, 2003
Ciao amico caro.
Nasconditi pure nei tuoi momenti di assenza, nell'astinenza che pratichi privandomi della tua presenza. Nasconditi al telefono dietro frasi mezze mangiate, chè lo sento. Le tue parole te le ho usurpate.
Resta nel tuo silenzio! Mi illudo che un amico ritorni e si fottano questi scuri gioni che separano due ragazzi, due uomini, due bimbi.
Ancora molto prima di ritrovarti? Pazienza. Continuerò a fare senza della tua tagliente imprudenza crogiolandomi in questa mia impertinenza.
martedì, dicembre 02, 2003
Da oggi resto sveglio!
Lasciate un messaggio se potete, se potrò risponderò.
Date un occhiata ai link e buona navigazione.
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